Rischio Sismico

Rischio, pericolosità, vulnerabilità, beni esposti
Il rischio sismico restituisce la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, e cioè rispetto al periodo che con maggiore probabilità può verificarsi il terremoto più “forte” che nella storia ha già interessato il territorio di riferimento .
Può essere espresso in termini di vittime, costo economico, danno alle costruzioni.

Il rischio sismico è rappresentato da un indice di livello di danno, valuta una serie di aspetti legati tra loro: la vulnerabilità , l’esposizione, la pericolosità.
La vulnerabilità è la misura della capacità degli edifici di resistere agli eventuali danni causati dalle sollecitazioni sismiche, che non sono solo riferiti all’aspetto strutturale, ma coinvolgono il concetto di esposizione e cioè le persone e gli altri elementi per così dire antropici (monumenti, strade, impianti ecc.). Ovviamente una struttura è più o meno vulnerabile in base alla funzione d’uso, una scuola lo sarà certamente più di una biblioteca, semplicemente perché è più frequentata e dunque il valore dell’esposizione è molto più alto.
La pericolosità, tiene conto dell’energia sprigionata dal terremoto in relazione alla probabilità che quel terremoto ritorni dopo un certo tempo. Dunque il pericolo è rappresentato dal terremoto che può colpire una certa area (la causa). il rischio è rappresentato dalle sue possibili conseguenze, cioè dal danno che ci si può attendere (l’effetto).
Nella definizione del rischio,quindi, intervengono oltre la pericolosità le caratteristiche del territorio espresse in termini di vulnerabilità e beni esposti; semplificando si ha :
RISCHIO SISMICO = INTENSITA’ TERREMOTO x EDIFICI VULNERABILI x BENI ESPOSTI (persone , strade, impianti, monumenti)

Da cosa dipende il rischio sismico?
Per definire il livello di rischio di un territorio occorre conoscere la sua storia sismica, cioè quanto spesso avvengono i terremoti e quanto sono forti, ma anche il modo in cui l’uomo ha costruito le sue opere, quanti e quali sono i beni esposti, quanto densamente è popolato.
Infatti, a parità di frequenza e di intensità dei terremoti, il rischio è nullo laddove non esistono edifici, beni esposti, popolazione; mentre aree densamente popolate, o caratterizzate da costruzioni poco resistenti allo scuotimento di un’onda sismica, presentano un rischio elevato.

Come ci si difende dai terremoti?
I terremoti non si possono evitare. L’unica arma per la riduzione del rischio sismico è la prevenzione, che
comprende: fare una completa classificazione sismica dei Comuni; costruire, ristrutturare e mantenere gli edifici seguendo precise norme tecniche antisismiche; adottare comportamenti corretti e realizzare
piani di emergenza comunali necessari per organizzare un tempestivo soccorso alla popolazione colpita.

Gli scenari di danno per Mercogliano
La definizione della pericolosità sismica per il comune di Mercogliano è quella riportata nella mappa di pericolosità sismica attualmente in vigore (OPCM 3519 del 28.04.2006] G.U. n. 108 del 11/05/2006] Allegato 1B), per il territorio nazionale, elaborata dall’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), consultabile in rete. La mappa fornisce un quadro delle aree più pericolose del territorio. (clicca qui)

Il territorio comunale di Mercogliano (AV), a seguito della riclassificazione sismica del 2002 della Regione Campania, è classificato a Media sismicità – Zona 2 nazionale.
Sono stati elaborati due scenari di rischio corrispondenti ad un sisma caratterizzato rispettivamente da
un periodo di ritorno di 98 anni e di 475 anni.

I terremoti di riferimento sono quelli del 29 novembre 1732 e del 23 novembre 1980, assumendo l’epicentro proprio nella città di Mercogliano.
In particolare sulla base delle mappe di pericolosità sismica, dei dati relativi alla popolazione residente, alle abitazioni, alla loro tipologia e alla loro epoca di costruzione, pubblicati dal censimento ISTAT 2011, si è pervenuto, ad una distribuzione di probabilità di danno in funzione dell’intensità sismica.

Gli scenari sismici potranno essere, in futuro, ulteriormente raffinati avendo a disposizioni informazioni
più dettagliate sulla vulnerabilità degli edifici.

Il danno associato ad ogni scenario è stato stimato per due categorie di elementi esposti:
 Edifici
 Persone
Si procede dapprima alla stima del danno per gli edifici dopodiché, sulla scorta di quanto ottenuto, si stima il numero di sfollati.


Nei grafici la sintesi in termini percentuali degli scenari di danno alla persone ed agli edifici.

RISCHIO SISMICO, VULNERABILITA’ E IMPATTI Tempo di Ritorno 98 (terremoto di riferimento 23.11.1980)

RISCHIO SISMICO, VULNERABILITA’ E IMPATTI Tempo di Ritorno 475 (terremoto di riferimento 29.11.1732)


S.R.-SCENARI DI RISCHIO (Clicca sul codice e scarica le relazioni e la cartografia di piano)

2) REL RS. – RISCHI SISMICO (con modello di intervento)

3) TAV RS.1 RISCHIO SISMICO, VULNERABILITA’ E IMPATTI T.R.98.
4) TAV RS.2 RISCHIO SISMICO, VULNERABILITA’ E IMPATTI T.R.475