Alluvioni e Frane (M.I.)

Modello di intervento e ruoli e compiti delle strutture di Protezione Civile

Il sistema di allertamento regionale si attua attraverso una fase di previsione meteorologica e da una fase di monitoraggio.
Al fine di valutare gli scenari di rischio gli eventi pluviometrici critici sono stati distinti, dal Centro Funzionale della Regione (CFR) Campania, in sei classi, a ciascuna della quale sono stati selezionati i relativi precursori pluviometrici.
Al fine della previsione meteorologica il territorio campano è stato inoltre suddiviso in 8 Zone di Allerta.

Il Comune di Mercogliano appartiene alla “Zona di Allerta Meteo 3 – Penisola Sorrentina- Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini” e rientra tra i comuni classificati nella Classe di Rischio VI nonché tra quelli a Rischio di colata inclusi in Classe VI.

I precursori pluviometrici puntuali adottati per il Comune di Mercogliano sono:
– Monteforte Irpino;
– Avellino Genio Civile;
– Mercogliano.

  • Il CFR emette quotidianamente il Bollettino Meteorologico Regionale (vedi qui)., che contiene informazioni sintetiche sui previsti effetti al suolo in relazione al confronto tra i valori di precipitazioni previste e le soglie di allarme pluviometriche ed idrometriche prefissate, definendo tre possibili gradi di criticità (ordinaria, moderata ed elevata).
  • Il CFR inoltra quindi il bollettino alla Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) e, ove necessario, emette l’Avviso Regionale di Avverse Condizioni Meteorologiche e l’Avviso di Criticità nel caso siano previsti fenomeni idrometeorologici significativi.
  • La Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) provvede poi a smistare il bollettino alle Prefetture, alle Provincie, ai Comuni ed alle altre autorità ed enti territoriali interessati. I bollettini (che hanno validità di 72 ore) che vengono pubblicati sul sito internet della Regione e comunicati attraverso i consueti canali sono accessibili e consultabili anche all’indirizzo web (vedi qui).
  • Qualora siano preannunciate delle criticità non ordinarie, locali o diffuse, il CFR emette l’avviso di criticità idrogeologica ed idraulica regionale, ed attiva il presidio della Sala Operativa, finalizzato alla sorveglianza dell’evoluzione delle condizioni meteorologiche e dei conseguenti effetti al suolo.
  • L’attivazione del presidio h24 si attua, altresì, anche in caso di previsione di criticità ordinaria su almeno una delle Zone di Allerta se in contemporanea vi è anche l’emissione dell’Avviso Meteo da parte del DPC, o comunque ogni qualvolta venga ritenuto necessario.

Precursori pluviometrici e possibili crititicità con scenari  di evento


PROCEDURA OPERATIVA A LIVELLO COMUNALE

La procedura operativa consiste nella individuazione delle attività che il Sindaco in qualità di autorità di protezione civile deve porre in essere per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano.

Tali obiettivi possono essere sintetizzati con riferimento alle tre fasi operative in cui è suddiviso l’intervento di protezione civile nel seguente modo:
1. Nello STATO DI PREALLERTA il Sindaco avvia le comunicazioni con le strutture operative locali presenti sul territorio, la Prefettura – UTG, la Provincia e la Regione;
2. Nella fase di ATTENZIONE la struttura comunale attiva il presidio operative;
3. Nella fase di PREALLARME il Sindaco attiva il centro operativo comunale e dispone sul territorio tutte le risorse disponibili propedeutiche alle eventuali attività di soccorso, evacuazione ed assistenza alla popolazione;
4. Nella fase di ALLARME vengono eseguite le attività di soccorso, evacuazione ed assistenza alla popolazione.

Il rientro da ciascuna fase operativa ovvero il passaggio alla fase successiva viene disposto dal Sindaco sulla base delle comunicazioni del Centro Funzionale Regionale o Centrale trasmessi dalla Prefettura – UTG, e/o dalla valutazione del presidio territoriale.

Nel caso in cui un fenomeno non previsto connesso anche ad un’altra tipologia di rischio si verifichi in maniera improvvisa con coinvolgimento della popolazione, si attiva direttamente la fase di allarme con l’esecuzione della procedura di soccorso ed evacuazione


Le tabelle di seguito riportate descrivono in maniera sintetica il modello di intervento ovvero il complesso delle attività che il Sindaco deve perseguire per il raggiungimento degli obiettivi predefiniti nel piano, dove le attività sono ricondotte nello specifico ambito delle funzioni di supporto individuate che, secondo una logica di flessibilità, possono essere accorpate, ridotte o implementate secondo le necessità operative individuate dal Sindaco in relazione all’efficace gestione dell’emergenza, sulla base delle caratteristiche e disponibilità del Comune, oltre che su eventuali indirizzi di livello superiore che dovessero rendersi necessari in virtù di quadri normativi aggiornati.

STATO DI PREALLERTA

FASE DI ATTENZIONE

FASE DI PREALLARME

FASE DI ALLARME